Legge n. 15 del 4 marzo 2009 (c.d. Legge Brunetta) Riforma della Pubblica Amministrazione

Postato da embi su ago 9, 2011 in Legislazione | Nessun commento

La legge n. 15Con la Legge n. 15/2009 il Parlamento italiano ha delegato al Governo il compito di riorganizzare il settore pubblico con particolare riferimento all’ottimizzazione della produttività, efficienza e trasparenza di tutta la pubblica amministrazione. Nel demandare all’organo esecutivo l’onere di riformare un ambito così delicato dell’ordinamento, il legislatore nazionale ha stabilito obiettivi ben definiti circa il grado d’ampiezza dell’intervento ritenuto necessario al fine di eliminare le storture del sistema di erogazione delle funzioni pubbliche.

Principi e criteri

La legge di delega, specificandone i principi e i criteri ispiratori, ha previsto sette macro aree in cui il Governo è stato chiamato ad intervenire. In primo luogo, ha predisposto un intervento di modifica del quadro normativo introdotto con D. lgs 165/2001, con speciale riguardo alle materie lambite dalla contrattazione collettiva in ordine all’organizzazione del lavoro e alla ripartizione delle materie. Inoltre, ha esteso la modifica al sistema di valutazione delle strutture e delle prestazioni lavorative dei dipendenti puntualizzando sull’obiettivo perseguito di innalzamento degli standard qualitativi ed economici dell’intero ciclo produttivo. In questo quadro va inserita anche la contestuale riforma del settore dirigenziale, chiamato ora a mettere in pratica l’intero sistema di valutazione prestazionale dei dipendenti pubblici in piena autonomia gestionale e nel rispetto dei principi di separazione dei poteri.

Cosa cambia

Più in dettaglio, la legge n. 15/2009 ha stabilito le linee guida del sistema sanzionatorio al fine di contrastare i fenomeni di scarso rendimento e assenteismo ingiustificato e di rendere più ragionevoli i tempi e più incisive le risultanze dei procedimenti disciplinari avviati al riguardo. Per altro verso, la Legge in argomento ha conferito l’incarico di integrare le funzioni di due importantissime istituzioni: il CNEL e la Corte dei Conti. Relativamente alla prima, si è attribuito al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro l’onere di tenere aggiornato l’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi quadro, soprattutto di secondo livello, nonché quello di rapportare annualmente al Governo e al Parlamento i livelli qualitativi e quantitativi raggiunti dalla Pubblica Amministrazione nell’erogare i servizi e le funzioni di pertinenza. Quanto alla seconda, è stato istituito un controllo attivabile sia ad istanza delle Commissioni parlamentari sia ad iniziativa della Corte stessa sulle gestioni pubbliche di rilievo statale, a cui si aggiunge un potere di avvio di procedimento di contestazione in contraddittorio. Al fine di implementare la sua dotazione organica, la Legge prevede inoltre un’integrazione delle rispettive Sezioni Regionali attraverso l’impiego di due componenti provenienti dal Consiglio Regionale e da quello delle Autonomie locali, le cui retribuzioni sono a carico delle rispettive amministrazioni di provenienza.
Il Governo ha attuato queste previsioni con Decreto Legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 (c.d. Decreto Brunetta).

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